IL TEATRO DELLE EMOZIONI

Un’esperienza inquietante e indimenticabile…

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Con la risoluzione n° 60/7 1° Novembre 2005 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite oggi, il 27 Gennaio, è diventata la ricorrenza internazionale celebrata ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. E’ stata scelta questa data simbolica perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz, il più vasto e terribile campo di sterminio tra gli innumerevoli, presenti in molti paesi dell’Europa occupata dalle forze dell’Asse, in cui si realizzò il più grande genocidio della Storia perpetrato dalla barbarie del regime nazifascista durante la Seconda Guerra mondiale. E oggi 27 Gennaio 2021 – per la prima volta dal 2014 – per l’impossibilità di accedere ai teatri a causa dell’emergenza sanitaria causata dal COVID, LIBER theatrum non porterà in scena un suo spettacolo dedicato a questa commemorazione. Sono stati sette anni in cui si sono realizzati sette diversi, emozionanti e indimenticabili lavori teatrali, ogni volta affrontando un tema diverso di questa terribile tragedia umana. Spettacoli sempre apprezzati dal numeroso pubblico presente in sala, cui aggiungere ogni anno quasi cinquecento studenti delle scuole medie superiori dell’estremo Ponente ligure. Un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile in tutti noi di LIBER theatrum e non solo…   Da oggi e per i prossimi giorni ricorderemo una per una queste sette incredibili esperienze che hanno accompagnato il nostro stare insieme e le nostre coscienze. Iniziammo tra il 27 e il 30 Gennaio 2014 con quattro repliche di “CON I MIEI OCCHI” regia di Diego Marangon. Una mega produzione che ha visto salire sul palco 20 interpreti più 15 ballerine con le coreografie di danza curate da Michela Andreoli di M.E.T.A.DANZA. Uno spettacolo in cui gli stessi spettatori sono diventati essi stessi protagonisti attivi di “un viaggio allucinato nel più allucinante dei viaggi”. Uno spettacolo preceduto pochissimi giorni prima dall’emozionantissimo incontro con Enrico VANZINI, militare italiano, fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre del 1943, inviato ai lavori forzati a Ingolstadt in Germania e dopo un tentativo di fuga ripreso e condannato a morte a Buchenwald, pena in seguito commutata con l’internamento nel campo di concentramento a Dachau. Uno dei pochi e ultimissimi reduci ancora in vita sopravvissuti alla barbarie dei lager nazisti. Su questa terribile esperienza Vanzini ha scritto, con il giornalista Roberto BRUMAT, il libro “L’ultimo sonderkommando italiano. A Dachau ero il numero 123343” Rizzoli editore. Solo pochi mesi prima, per poter vedere con i propri occhi e rivivere in qualche maniera l’angoscia di quegli anni, soprattutto per cercare di entrare nello spirito e cogliere meglio quelle che sarebbero diventate le atmosfere del primo spettacolo dedicato alla SHOAH, tutto LIBER theatrum fece visita al campo di concentramento di Mauthausen in Austria, soprannominato “il cimitero degli Italiani” e terribilmente famoso e conosciuto perché caratterizzato dai suoi 186 gradini che ne formavano la famigerata “scala della morte” scavata nella roccia della collina su cui sorgeva il campo e che collegava una cava sottostante, aperta nel ventre dell’altura, per l’estrazione del granito. Un’esperienza inquietante e indimenticabile…

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